La Responsabilità Sociale di Impresa (CSR) nel settore della Green Energy – Paolo Rossi

INTRODUZIONE
Come è noto, lo studio dell’economia secondo i parametri neoclassici non tiene debitamente in conto il valore dell’ambiente e, in generale, della Corporate Social Responsibility.
Essa viene definita come l’insieme di regole di cui l’impresa si dota al fine di garantire il rispetto delle varie norme a cui deve soggiacere, nonché gli standard etici ed ambientali da rispettare in relazione al settore in cui opera. La presenza di modelli aziendali destinati a tali scopi può peraltro favorire la creazione di valore nel lungo periodo, oltre che una maggiore fiducia da parte degli stakeholders e degli shareholders1.
L’economia neoclassica non considera adeguatamente il valore dell’ambiente e, in generale, della CSR, che è piuttosto un nuovo concetto che può essere definito come l’insieme delle regole di cui l’azienda si dota al fine di garantire il rispetto delle varie normative che devono essere considerate, così come gli standard etici e ambientali da rispettare, in relazione al settore in cui essa opera.
I modelli di business sviluppati per tali scopi tendono a incoraggiare la creazione di valore a lungo termine, così come ad aumentare la fiducia degli stakeholder e degli azionisti (Mc Williams e Siegel, 2000).
La CSR delle imprese può essere considerata, infatti, come una autoregolamentazione aziendale attraverso la quale le stesse integrano preoccupazioni sociali, ambientali ed economiche nei loro valori per operare in maniera trasparente e responsabile. La CSR consente a una organizzazione di assumersi la responsabilità dell’impatto delle proprie decisioni e attività sulla società, l’ambiente e per la propria redditività futura.
Le Nazioni Unite hanno definito questa triade di preoccupazioni “triple bottom line”: persone, pianeta, e profitto. LA CSR risulta quindi essere strumento per le aziende che intendono monitorare e garantire il rispetto attivo della legge a standard etici e standard internazionali. Nonostante questa definizione internazionale, è difficile affrontare questa nozione da un punto di vista giuridico. Tuttavia, soprattutto nella green economy il concetto è più adottato rispetto alla politica. È importante rammentare re come questo concetto funzioni come principio legale e, a tal fine, saranno utili alcune considerazioni rilevate nei contesti europei e cinesi.

INDICE

  1. Introduzione
  2. Definizione di CSR per l’unione Europea
  3. Il concetto di CSR nella Repubblica Popolare Cinese
  4. La CSR nel settore della green economy: approccio cinese ed approccio UE

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European economic governance: challenges for judicial control? – Ornella Porchia

1. The role of the Court of Justice in EMU: a glance at the past. 2. Recent case-law: the beginning of a new season? 3. New international instruments of economic governance: the role of the Court of justice in the ESM Treaty and in the Fiscal Compact. 4. Compatibility with EU law of the Treaties provisions relating to the Court’s jurisdiction. 5. Further developments: towards progressive “jurisdictionalisation” of control over economic policies?

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La proposta di legge catalana sulla competenza in materia di referendum – Lucia Maddaleno

Sommario: 1 – Introduzione. 2 – Il contrasto tra Catalogna e Governo. 3 – La riforma dello Statuto di Autonomia e la relativa sentenza del Tribunal Constitucional. 4 – La competenza in materia di referendum. 5 – Spunti critici sulla proposta di legge e il richiamo al caso del Québec. 6 – Conclusioni.

Sommario: 1 – Introduzione. 2 – Il contrasto tra Catalogna e Governo. 3 – La riforma dello Statuto di  Autonomia e la relativa sentenza del Tribunal Constitucional. 4 – La competenza in materia di referendum. 5 – Spunti critici sulla proposta di legge e il richiamo al caso del Québec. 6 – Conclusioni.

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Consumer law and the economic crisis – Cristina Poncibò

The economic and financial crisis is leading to a renewed focus on consumer and investor protection and the new regulatory environment is often characterised by attempts to design innovative regulatory techniques and policy-making approaches both in the EU and the US.

The article point outs two of the most relevant lessons that could be learnt from the economic crisis and it starts by posing two questions. The first question is descriptive: does the current regulatory framework in EU Law profile the ‘real’ consumer? The second question is normative and focuses primarily on consumer contracts: does the informational model, consisting in the mandatory provision of pre-contractual information to the consumer, still represent an adequate tool for consumer protection?

The working paper argues that, first, there is still a gap between the Law and the Science of Consumer Behaviour, so that, in the end, the ‘real’ consumer is not effectively protected. Second and also important  the information disclosure strategies adopted in the most recent EU provisions (e.g. Consumer Rights  Directive and CESL) are dated and probably ineffective.

Doubtless, in the aftermath the economic crisis, the ‘myth’ of informational consumer protection, mostly based on information disclosure, has been seriously challenged: policy-makers are now called to reform their strategies.

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Crisi, indebitamento e modelli di consumo nella Società del rischio – Maria Cristina Martinengo

Quali sono i motivi per i cui gli italiani hanno perduto la loro caratteristica di forti risparmiatori e si sono progressivamente indebitati.

La risposta a questa domanda richiede che non ci si limiti alle relazioni tra reddito, consumo, risparmio e dispendio, ma che si consideri anche il modello di sviluppo della nostra società ed i fattori culturali che influenzano l’agire economico, determinando le credenze, gli atteggiamenti ed i comportamenti degli individui.
Le rilevazioni statistiche mettono in evidenza diverse variabili economiche che, in parte, saranno trattate in questo lavoro e che influenzano l’indebitamento: l’applicazione di tassi di interesse più o meno elevati, la selettività nell’accesso al credito, l’andamento del mercato del lavoro, ecc.
Tuttavia emergono anche altre variabili significative che attengono invece al campo sociale. Basti pensare ad esempio alla fragilità della famiglia, per cui lo scioglimento del legame matrimoniale impoverisce i membri della coppia separata e incide sui comportamenti di risparmio o di dispendio.
Il lavoro tratteggerà alcuni sviluppi del pensiero economico sulle relazioni tra reddito, consumo, risparmio e dispendio. Verranno poi evidenziati alcuni cambiamenti della struttura produttiva che hanno interessato, a partire dal decennio sessanta del secolo scorso, i paesi maggiormente industrializzati e che hanno contribuito a determinare l’affermazione ed il consolidamento del modello di consumo capace di influire ancora oggi sui comportamenti e sulle scelte degli individui.
Si prenderanno poi in considerazione gli effetti della crisi su consumi ed indebitamenti. Infine, sulla base di rilevazioni statistiche e dei dati ricavabili di alcune recenti survey sull’andamento dell’economia italiana, si trarranno alcune conclusioni sull’indebitamento delle famiglie italiane.

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La formazione economico-finanzaria come strumento di sviluppo dei diritti dei consumatori europei e di vantaggio competitivo delle imprese consumer-oriented. Il quadro istituzionale e organizzativo nelle principali esperienze europee – Oreste M. Calliano

La crisi finanziaria ed economica ha evidenziato che i consumatori necessitano di più
adeguate conoscenze in materia di prodotti bancari, finanziari, assicurativi, previdenziali.
Infatti la complessità dei mercati finanziari, dei prodotti e servizi innovativi proposti ai
clienti e delle scelte che i cittadini-consumatori sviluppano a fronte dei rischi connessi si è
sviluppata molto più rapidamente di quanto siano aumentate le conoscenze, capacità e
competenze dei consumatori.
Nei mercati bancari e finanziari i diritti del cliente, consumatore o investitore non
professionale, può essere favorita dal combinarsi di tre differenti strumenti di tutela: una
chiara e comprensibile informazione precontrattuale1, la trasparenza delle condizioni
contrattuali2, un efficace sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie 3 che
presuppongono una adeguata formazione economico-finanziaria.
Occorre quindi fare chiarezza sugli approcci, sui metodi e sulle tecniche di formazione
economico-finanziaria al fine di esaminare il quadro istituzionale ed organizzativo
sviluppatosi nelle esperienze dei paesi europei, leader nell’approccio consumerista
all’economia.

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La proposta di legge catalana sulla competenza in materia di referendum – Lucia Maddaleno

With the Resolution 479/X, the catalan Parliament submitted a bill involving the referendum power and its delegation to the catalan Autonomy itself, in order to make possible a secession referendum.

This paper analyses the content of the Resolution in the light of the tensions between central Government and Autonomous Community, suggesting the presence of critical issues concerning the document.

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The definition of art in the customs law – Cristina Sala

This article deals with the difficulties arising from the collision of two different worlds: on one side, the creative and constantly-changing art world, on the other side the rational and crystallized legal world. In the last century, while international exchanges of artworks grew in importance and moved huge amounts of money throughout the globe, laws and regulations demonstrated their inability to deal with it.

This work focuses on cross-borders issues arising from the lack of a common understanding of what is art among legal people and art experts.

The purpose is to analyse the legal rules at the basis of customs classifications and to compare them with the application of those rules made by Courts. Finally, the last chapter, starting from a review of what previously described, offers some possible solutions to avoid that law keeps being an obstacle to the artworks trade flow.

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Distribution agreements and EU Competition Law: the Pierre Fabre Case and its consequences on Internet distribution – Marina Sapello

On 20 April 2010, the European Commission adopted a new Block Exemption Regulation (no.330/2010) and Guidelines on Vertical Restraints, which emphasize the distributors’ ability in any type of distribution system to use the Internet.

The European Court of Justice rendered on 13 October 2011 in the Pierre Fabre case a landmark ruling concerning the regime of online sales in the context of selective distribution, setting out the basis for the approach to be followed on similar issues arising in the future to the entire spectrum of distribution agreements. On 31 January 2013 the Paris Court of Appeal delivered a judgment following the EU Court’s response on its preliminary ruling.

The debate currently faced by competition law in its approach on addressing online sales is particularly important as it illustrates a larger conflict within competition law, linked to the economic issue of online sales regulation in a transition phase between a physical and a mixed method of distribution combining physical sales and online sales, the so-called “click&mortar” form of distribution.

Internet remains one of the most interesting new frontiers for competition law.

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